fidanzamento ufficiale come fare

Un gesto che va ragionato, un passo importante, che però deve essere paralizzante. Donare (e ricevere) un anello è un momento unico, ciò che conta è saper aspettare quello giusto, imparare a riconoscere il gesto e – qualche volta – anche sapere come restituirlo.

 

Non è solo una questione di galateo. È una questione di buon senso. Certo, i tempi sono
cambiati (quale epoca è rimasta fedele a se stessa per più di qualche decennio?) ma essere moderni non autorizza nessuno a dimenticare i sentimenti, a sostituire la galanteria con l’indifferenza e – soprattutto – a giustificare l’avarizia (di sentimenti o di mezzi, poco importa) nei confronti della fanciulla amata.
Partiamo da qui: l’anello dovrebbe essere un regalo
riservato esclusivamente a colei che si ama. Quindi sì, le ragazze sono autorizzate a sentirsi impegnate sotto quel certo punto di vista nel momento in cui l’anello arriva. E se non arriva? Vietato chiederlo (davvero, non fa proprio bon ton) ma assolutamente concesso sperare. Prima o poi, chissà, anche l’uomo più distratto e quello più avaro potrebbero sentirsi chiamati in causa. Per agevolare un pochino la cosa, se proprio volete, ci sono piccoli trucchi che può far comodo conoscere, e che si possono mettere in atto senza perdere lo stile. Niente gite casuali davanti alla gioielleria, niente pagine di giornale lasciate distrattamente aperte (personalmente ho conservato sul comò una pagina con l’anello dei miei sogni per circa tre anni senza che sortisse nessun effetto, poi ho deciso di usarla per accendere il camino…). L’unica chance che il galateo consente è chiedere all’amica che lo ha appena ricevuto di poterlo ammirare (mai provare!) sperando di poter fare questa richiesta in presenza del nostro amato e lasciandosi andare oltre che a deliziati consensi anche a un lieve sospiro innocente. Probabilmente non se ne accorgerà neanche, ma vale la pena tentare.

Sceglierlo, donarlo, riceverlo
Uomini, un consiglio: sceglietelo da soli – è meglio. Avrete il tempo di pensarci, non sarà certo un acquisto d’impulso, e se avete deciso di donare proprio a lei l’anello almeno dovreste conoscerla bene. Se entrare in gioielleria senza scorta è paralizzante, allora chiedete aiuto. Per carità, non a vostra madre (è infantile e se lei venisse a saperlo nella maggior parte dei casi se la prenderebbe a morte) scegliete piuttosto il vostro migliore amico o l’amica del cuore di lei, a patto che siano persone fidate, sulle quali potete contare al cento per cento in quanto a riservatezza.
Per sceglierlo affidatevi al vostro cuore, ma concedetevi un aiutino. Meglio non sbagliare. Dovete usare i mesi precedenti all’acquisto per carpire di nascosto le informazioni che servono: il taglio che preferisce, la montatura, il colore. Osservate gli altri gioielli che porta – se ne ha – e tenete ben in mente che l’anello che le donerete l’accompagnerà per tutti i giorni della sua vita. Può non essere all’altezza della sua mano? Infine, buttatevi, anche un po’ di slancio non guasta. E se siete indecisi puntate sul classico dei classici: un diamante bianco tagliato a brillante montato con griffes invisibili su oro bianco. Semplicemente perfetto.
Quando lo si riceve, l’entusiasmo è d’obbligo. Purtroppo anche se l’anello proprio non ti piace. Nel momento in cui ricevi la “proposta” devi valutare quella, non semplicemente il mezzo attraverso il quale viene effettuata. Come il galateo prevede per ogni tipo di regalo, il ringraziamento deve essere immediato e il più possibile sincero. Non ci sono parole per descrivere quello che ciascuna prova – cerca quindi di usare le tue. Se lo aspettavi da tanto, sarà più semplice mostrare entusiasmo. Se la proposta invece ti coglie impreparata, cerca di gestire comunque le tue emozioni in modo sincero. L’ultima risposta che un uomo vuole sentirsi dare è “ci devo pensare”. Meglio un gentile rifiuto (della proposta e del pacchettino).
Dal giorno dopo, se la misura è quella giusta, lo potrai indossare soddisfatta e anche mostrare alle amiche e ai parenti. Il bon ton prescrive l’assoluta mancanza di commenti relativi al peso della pietra e al suo eventuale prezzo esorbitante (confidenza che lui non dovrebbe neanche averti fatto). Sì al commento nella “ladies’ room” con la sorella o l’amica del cuore, ma a porte rigorosamente chiuse. No all’ostentazione – in questo caso come in nessun altro.
Se l’anello apparteneva alla famiglia di lui è concesso dare spiegazioni in merito alla provenienza, ai materiali (se antico) e alla data di realizzazione. Ricordati – una signora (vera) non si vanta mai. Porterai l’anello all’anulare sinistro, inizialmente da solo e, un giorno, eventualmente insieme alla fede.

Se l’anello è di famiglia
Ha un significato speciale e coinvolge più persone. Ricevere l’anello della madre o della nonna di lui è un segno. Bellissimo e inequivocabile, ma anche “importante” nella gestione. Se lui ha deciso di dare alla tua mano questo gioiello il messaggio è uno solo: matrimonio, certo – ma anche “benvenuta nella mia famiglia”. D’ora in poi quel gioiello sulla tua mano parlerà di molti legami, quindi fai attenzione a non cadere nella trappola delle cadute di stile. In questo caso il galateo prevede che tu esprima il tuo ringraziamento anche alla famiglia di lui, se ti è già stata presentata ovviamente, o in occasione della presentazione.
Spetta a chi dona l’anello spiegartene la storia e darti tutte le informazioni che ti servono per rispettare il codice all’interno del quale questo anello si porta. Se ciò non avviene – chiedi. Eviterai imbarazzi spiacevoli con la famiglia di lui. Per loro il gioiello di famiglia è un segno, per te non può essere un anello qualsiasi. D’ora in poi la storia di quelle pietre montate su quel cerchio di metallo prezioso è anche la tua storia.

Quando va restituito
I gioielli, generalmente, restano alla donna anche in caso di separazione, a meno che non siano stati presi accordi diversi. Si restituisce tuttavia l’anello – sia esso di famiglia o no – se il matrimonio non viene celebrato per decisione presa dalla donna. Si restituisce l’anello di famiglia se il matrimonio viene sciolto con la separazione o annullato, quando è durato meno di tre anni e non ci sono figli. Si può tenere l’anello di famiglia donato in occasione del fidanzamento se dal matrimonio sono nati figli, specificando che andrà al primogenito in occasione del suo fidanzamento, affinché possa donarlo alla futura sposa. In questo caso alle figlie femmine e ai figli maschi non primogeniti i genitori, insieme, doneranno altri gioielli di famiglia in occasione delle nozze.

 

 

 

 

 

Vi è mai capitato di fermarvi davanti alla vetrina di una gioielleria e di rimanere letteralmente rapite davanti a un anello? E di abbandonarvi all’idea che un giorno avreste potuto indossarlo con nonchalance, niente di più naturale e sensato?

Ebbene, come in un sogno, il desiderio può diventare realtà. Sarà l’inguaribile romanticismo femminile, quel senso del bello così profondamente radicato nel nostro animo, sarà l’intensità delle emozioni che un piccolo cerchio scintillante riesce a suscitare e la consapevolezza del suo significato, sarà tutto questo insieme a rendere solenne e indimenticabile il gesto con il quale il futuro sposo lo dona alla sua beneamata.

L’anello di fidanzamento, si sa, è un pegno d’amore, significa abbandono e promessa, sta lì a simboleggiare sentimenti veri, desiderio di famiglia, progetti condivisi per la vita. E, in un’ottica tutta femminile, è la prova tangibile di un successo conquistato, meritato e a volte, perché no, anche un po’ sofferto…

La futura sposa, orgogliosa e commossa, in alcuni casi addirittura stupefatta per l’entità inattesa del dono, lo porterà sull’anulare della mano sinistra, perché, secondo la tradizione popolare, da quel dito si credeva partisse una vena collegata al cuore.

Quando il sogno diventa realtà

Ma quali sono i passi da compiere per trasformare il sogno in realtà?

I più tradizionalisti potranno contare su un anello di famiglia che i genitori dello sposo metteranno a disposizione per esprimere con gioia il loro benvenuto alla futura nuora. Diversamente, si faranno carico dell’acquisto del prezioso, un’usanza assai diffusa fino a qualche anno fa.

L’alternativa più comune, tuttavia, rimane l’acquisto del gioiello da parte dello sposo, che in base alle proprie possibilità economiche, farà del suo meglio per incontrare il gusto della sua dolce metà.

La futura sposa potrà a sua volta ricambiare il gesto, offrendo al suo principe azzurro un orologio da polso o da taschino, un paio di gemelli, ad esempio, meglio ancora se di famiglia, piuttosto che una penna, un libro particolarmente pregiato o qualcosa di inerente all’hobby del futuro sposo. Le possibilità sono molte, purchè si tratti di un oggetto destinato a rimanere nel tempo.

Adesso è ufficiale

Come e quando deva avvenire la consegna dell’anello alla futura sposa e del pegno d’amore al futuro sposo sono scelte dei diretti interessati. Un tempo era usanza che questo rito si celebrasse al cospetto dei genitori, in occasione delle presentazioni ufficiali delle rispettive famiglie. Oggi il dono può essere offerto in qualunque circostanza, all’insegna della privacy, nell’intimità della coppia. Tuttavia, i tradizionalisti che ritengono opportuno condividere con le rispettive famiglie la loro felicità dovranno osservare alcune regole di comportamento.

Il bon ton impone che il fatidico “primo incontro” tra i futuri consuoceri sia predisposto della madre della sposa. Sarà lei a contattare la futura consuocera per invitarla a un pranzo, a una cena, o anche ad un thé, con un ragionevole anticipo di una settimana rispetto alla data stabilita. La famiglia dello sposo ricambierà con un mazzo di fiori e, se lo gradisce, con un invito, anche semplicemente a un thé, da tenersi prima delle nozze. Dulcis in fundo: è buona usanza che i genitori dello sposo offrano alla futura nuora un dono prima del Grande Giorno, che può essere un paio di orecchini, un filo di perle, un oggetto in argento.

Tuttavia, se ciò non dovesse avvenire, non fatene una tragedia! Il numero dei futuri consuoceri che ”ignora” o “ha dimenticato” questa piacevole quanto apprezzata tradizione cresce a macchia d’olio…

 

Vi è mai capitato di fermarvi davanti alla vetrina di una gioielleria e di rimanere letteralmente rapite davanti a un anello? E di abbandonarvi all’idea che un giorno avreste potuto indossarlo con nonchalance, niente di più naturale e sensato?
Ebbene, come in un sogno, il desiderio può diventare realtà. Sarà l’inguaribile romanticismo femminile, quel senso del bello così profondamente radicato nel nostro animo, sarà l’intensità delle emozioni che un piccolo cerchio scintillante riesce a suscitare e la consapevolezza del suo significato, sarà tutto questo insieme a rendere solenne e indimenticabile il gesto con il quale il futuro sposo lo dona alla sua beneamata.
L’anello di fidanzamento, si sa, è un pegno d’amore, significa abbandono e promessa, sta lì a simboleggiare sentimenti veri, desiderio di famiglia, progetti condivisi per la vita. E, in un’ottica tutta femminile, è la prova tangibile di un successo conquistato, meritato e a volte, perché no, anche un po’ sofferto…
La futura sposa, orgogliosa e commossa, in alcuni casi addirittura stupefatta per l’entità inattesa del dono, lo porterà sull’anulare della mano sinistra, perché, secondo la tradizione popolare, da quel dito si credeva partisse una vena collegata al cuore.
Quando il sogno diventa realtà
Ma quali sono i passi da compiere per trasformare il sogno in realtà?
I più tradizionalisti potranno contare su un anello di famiglia che i genitori dello sposo metteranno a disposizione per esprimere con gioia il loro benvenuto alla futura nuora. Diversamente, si faranno carico dell’acquisto del prezioso, un’usanza assai diffusa fino a qualche anno fa.
L’alternativa più comune, tuttavia, rimane l’acquisto del gioiello da parte dello sposo, che in base alle proprie possibilità economiche, farà del suo meglio per incontrare il gusto della sua dolce metà.
La futura sposa potrà a sua volta ricambiare il gesto, offrendo al suo principe azzurro un orologio da polso o da taschino, un paio di gemelli, ad esempio, meglio ancora se di famiglia, piuttosto che una penna, un libro particolarmente pregiato o qualcosa di inerente all’hobby del futuro sposo. Le possibilità sono molte, purchè si tratti di un oggetto destinato a rimanere nel tempo.
Adesso è ufficiale
Come e quando deva avvenire la consegna dell’anello alla futura sposa e del pegno d’amore al futuro sposo sono scelte dei diretti interessati. Un tempo era usanza che questo rito si celebrasse al cospetto dei genitori, in occasione delle presentazioni ufficiali delle rispettive famiglie. Oggi il dono può essere offerto in qualunque circostanza, all’insegna della privacy, nell’intimità della coppia. Tuttavia, i tradizionalisti che ritengono opportuno condividere con le rispettive famiglie la loro felicità dovranno osservare alcune regole di comportamento.
Il bon ton impone che il fatidico “primo incontro” tra i futuri consuoceri sia predisposto della madre della sposa. Sarà lei a contattare la futura consuocera per invitarla a un pranzo, a una cena, o anche ad un thé, con un ragionevole anticipo di una settimana rispetto alla data stabilita. La famiglia dello sposo ricambierà con un mazzo di fiori e, se lo gradisce, con un invito, anche semplicemente a un thé, da tenersi prima delle nozze. Dulcis in fundo: è buona usanza che i genitori dello sposo offrano alla futura nuora un dono prima del Grande Giorno, che può essere un paio di orecchini, un filo di perle, un oggetto in argento.
Tuttavia, se ciò non dovesse avvenire, non fatene una tragedia! Il numero dei futuri consuoceri che ”ignora” o “ha dimenticato” questa piacevole quanto apprezzata tradizione cresce a macchia d’olio…

ReNoir Village Restaurant

Via V.Gioberti,1 San Vittore Olona (MI) Zona Fiera Rho Pero

Tel. 0331.51.68.66

Cell. 334.63.63.247

Una bellissima villa
del '700 con:


• Sala Ricevimenti
• Sale private con camino
• Ristorante anche all'aperto
• Ambiente a lume di candela
• Ampio parcheggio privato
• Musica e Animazione
• Spettacoli e Sorprese
• Contatti dopo le ore 16.00:
0331 51.68.66

Centro Prenotazioni :
Tel.: 0331. 51.68.66
Cel.: 334. 63.63.247
Per Servizio Limousine :
Jorge: 338 87.18.837
Per urgenze :
Paolo: 338 52.37.454
info@renoirvillage.it