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le regole bon ton per un matrimonio perfetto

Un consiglio agli sposi di qualsiasi religione, età, ceto sociale, status economico, rango o provenienza è quello di focalizzare l’attenzione su se stessi e sui propri desideri. Prima di pensare alle convenienze o alla volontà delle rispettive famiglie, ai consigli degli amici, gli sposi dovrebbero decidere insieme ciò che a entrambi sembra la soluzione migliore per la cerimonia. Seguire l’istinto, rendere personale e costruire insieme un rito così importante può essere vitale anche per il futuro della coppia. Il matrimonio va deciso in due, rispettando il carattere e lo stile di vita di entrambi gli sposi. Se uno dei due non è mondano né abituato a muoversi tra persone che non conosce, è inutile forzargli la mano, proprio nel giorno in cui s’inizia una nuova vita insieme. Ci sarà tanto tempo per armonizzare i propri punti di vista e trovare un compromesso. Si potrà magari festeggiare al ritorno da, viaggio di nozze con parenti e amici, che comprenderanno e si faranno una ragione della temporanea esclusione.
OGNI COSA A SUO TEMPO
Se si opta per un matrimonio a cui si vuol dare una certa solennità, il consiglio è di organizzarsi in tempo, prevedendo subito ogni dettaglio, mettendo per iscritto un elenco delle cose da fare, non affidando nulla alla memoria o al caso e dandosi delle priorità. Un consiglio alla sposa è di affrontare un problema alla volta e risolverlo, sovrintendendo a tutto, ma delegando a persone di fiducia e di esperienza l’esecuzione di cose che non richiedono la sua presenza. Solo con ordine e un certo anticipo si arriverà a far tutto con. un tocco personale, senza farsi prendere dal panico, dalla fretta, dal caos e dalla stanchezza.
PARTECIPAZIONI, BIGLIETTI & C.
Le partecipazioni si possono scegliere anche diverse dal solito, ci sono oggigiorno negozi specializzati che le, propongono in carte riciclata colorate a forma di cuore o decorate con dei fiori essiccati, con nodi d’amore o frasi romantiche. Chi volesse invece attenersi arsi alla tradizione opterà per un cartoncino doppio raffinato ed elegante, sulla cui facciata sinistra i genitori della sposa annunciano il matrimonio della figlia, mentre su quella destra i genitori dello sposo annunciano quello del figlio. Al centro, un po’ in basso, la data e il luogo della cerimonia e, in fondo, la nuova residenza degli sposi. Insieme alla partecipazione, con un biglietto a parte, a parenti e amici si manderà l’invito per il “dopo cerimonia”, pranzo, cocktail o ballo che sia. Se si vuole, si possono ordinare anche i libretti per la chiesa con i monogrammi degli sposi, i menu, i segnaposto in caso di pranzi placé, i lega-tovaglioli, i biglietti per le bomboniere e quelli di ringraziamento.
A PROPOSITO DI LISTA-NOZZE
Un consiglio che riguarda la lista dei regali (o le liste, se il numero degli invitati è alto) è di non compilarla o scegliere gli oggetti di corsa e senza la presenza dell’altro coniuge. Mai farlo nell’intervallo di colazione (se si lavora), perché si ha troppa fretta o di sabato perché c’è sempre troppa gente. Meglio dedicare almeno una giornata alla scelta di quello che si desidera per una nuova casa. E’ bene però fare prima una nota di ciò che si riceverà rispettive famiglie e chiarire con il futuro marito il tipo di casa e di vita che si vuol avere, tenendo anche presente che -oltre all’argenteria, i bicchieri, i tavolini, gli elettrodomestici e gli oggetti decorativi- sarà carino far scegliere al marito qualcosa di personale, dei volumi d’arte, se è.un appassionato di pittura; il fucile che sognava se è cacciatore; un surf o degli sci, se è uno sportivo. Alcuni sposi (certamente non timidi) lasciano aperta la lista di nozze, anche dopo il matrimonio, perché i parenti e gli amici più intimi possano ricorrervi per anniversari, compleanni e festività.
L’ARTE DI RINGRAZIARE
A proposito di regali, quando si ricevono i primi doni, è bene registrarne subito le caratteristiche vicino al nome del donatore sulla lista degli invitati, in modo da poter esprimere, nel biglietto di ringraziamento, la gioia di aver ricevuto proprio quel regalo. Questa menzione sicuramente farà piacere a chi si è dato la pena di sceglierlo e di farlo. I ringraziamenti vanno inviati possibilmente entro due mesi dalla cerimonia, al ritorno dal viaggio di nozze. Conviene anche segnare quelli già fatti, in modo da non confondersi dopo tanto tempo. L’invio delle bomboniere non esclude il ringraziamento di proprio pugno.
IL GALATEO DELLE BOMBONIERE
Alla sposa il compito creativo di sceglierle e ordinarle, ai genitori o alla migliore amica quello di inviarle dopo che gli sposi sono partiti per il viaggio di nozze. Le regole del galateo in fatto di bomboniere sono severe, se si decide di rispettarle: vanno recapitate una ventina di giorni dopo il matrimonio in segno di ringraziamento. Vengono spesso personalizzate con il monogramma degli sposi e sono sempre accompagnate dal bigliettino che riporta i loro nomi e la data delle nozze. Oggi, per praticità, molti sposi le consegnano agli amici durante il ricevimento.
I CONFETTI, DOLCI PROTAGONISTI
In origine agli sposi venivano offerte mandorle, noci, chicchi di grano e di riso, in segno di ricchezza e di fecondità. Solp successivamente, con il diffondersi dello zucchero in Europa, si è cominciato a preparare i confetti per offrirli soprattutto in occasione dei matrimoni. Dopo il taglio della torta, allo sposo spetta il compito di reggere una coppa di cristallo o un vassoio d’argento che contiene i confetti e a lei quello di destreggiarsi col cucchiaio per offrirli agli ospiti, solo in numero dispari.
L’ABITO DELLA SPOSA
Un consiglio alle spose frettolose ed emozionate: quando scegliete l’abito non innamoratevi della favola, ma cercate quello che sia proprio adatto a voi; quando lo scegliete siete sole con lo stilista, ma quel giorno sarete in mezzo a tantissime persone e tutte avranno lo sguardo su di voi. La prima cosa a cui pensare è se sarete disinvolte con l’abito e l’acconciatura che avete scelto. Dedicate anche il giusto tempo alla scelta delle scarpe: oltre che belle e accordate all’abito dovranno essere comode, in un giorno dove, come regina della festa, starete molto in piedi.
L’ABITO DELLO SPOSO
Non’ certo meno importante di quello della futura sposa, ma destinato a brillate di luce riflessa rispetto alle sontuosità indossate dalla dolce metà. Fino a qualche tempo fa lo sposo non poteva permettersi molti strappi alla regola in fatto di abbigliamento anche se il bon ton gli concedeva alcune alternative. A un matrimonio solenne non si ammettevano eccezioni: il tight di giorno e la marsina alla sera. Oggi invece si è più elastici, pur conservando un’ineccepibile eleganza: un bell’abito blu o grigio, magari di sartoria, al quale abbinare una camicia bianca, cravatta grigio argento, calze in tono e scarpe lisce nere farà la sua bella figura. Gli sposi fantasiosi potranno scegliere tra le proposte più attuali degli stilisti dando libero sfogo al loro estro. Ma un piccolo vezzo è concesso a tutti: un fiore bianco all’occhiello.
CIO’ CHE NON PUO’ MANCARE: I FIORI
Silenziosi, fragili, delicati: i fiori sono i muti testimoni che accompagnano questo giorno importante. La chiesa, la casa della sposa, il ristorante, vengono addobbati a regola d’arte da esperti fioristi nelle cui mani le corolle si trasformano in profumate ghirlande, colorati trionfi, teneri bouquet. La scelta è vasta: si può spaziare dai fiori di campo -perfetti per un romantico matrimonio in campagna- fino a tulipani, fresie, camelie… e naturalmente alle rose. Ma anche per i fiori c’è da osservare qualche regola: meglio evitare i profumi, intensi e i fiori esotici, comprese le orchidee, decisamente troppo pretenziose.
IL BOUQUET
La tradizione impone allo sposo di ordinare -possibilmente presso il miglior fioraio della città- il bouquet che porterà la futura sposa durante la cerimonia. La tradizione chiede i fiori d’arancio, ma ci si può tranquillamente sbizzarrire nella scelta. È utile illustrare bene al fiorista i propri desideri e la forma del bouquet che si ritiene più adatta all’abito e alla cerimonia, in modo che possa studiare i fiori più “giusti” che offre la stagione.
LE FEDI, SIMBOLO DELLE NOZZE
La scelta delle fedi è soltanto una questione di gusto e di prezzo. La tradizione le: vuole lisce e sottili in oro giallo, ma se il portafoglio, lo consente nulla vieta una fede in platino o con brillanti, purché all’interno vi siano incisi i nomi degli sposi e la data delle nozze. Unico vincolo: l’anello va assolutamente portato all’anulare sinistro perché fin dall’antichità si pensava che, questo dito fosse collegato direttamente al cuore. E, infatti, l’uso di questo cerchietto d’oro che sancisce il legame matrimoniale affonda le sue radici nella storia. Di origine germanica e poi passato nelle consuetudini romane, è solo nel tardo Medioevo che viene ufficialmente adottato nelle cerimonie di nozze. Il rituale delle fedi, che devono essere acquistate dallo sposo, non varia tra matrimonio civile e religioso: nel momento “clou” della cerimonia gli sposi si scambiano gli anelli pronunciando la promessa d’amore.
LA CERIMONIA E IL CORTEO
Semplice o solenne, davanti al sindaco o al prete, la cerimonia impone rituali che sanciscono e rendono pubblico il passaggio della coppia da uno stato a un altro. Ma, indipendentemente dalle scelte degli sposi sul tipo di cerimonia, alcune regole vanno rigorosamente rispettate. La sposa entrerà in chiesa al braccio del padre o, in mancanza di lui, del parente maschio più stretto. Al suo ingresso tutti saranno già ai loro posti: nella parte sinistra della chiesa la famiglia della sposa, nella parte destra quella di lui. Lo sposo sarà già all’altare, insieme ai testimoni, che dovranno sistemarsi a lato degli sposi, a sinistra quelli di lei e a destra quelli di lui. Alla fine della cerimonia lo sposo darà la destra alla sposa e dietro di loro si formerà il cosiddetto corteo: la madre dello sposo alla destra del padre della sposa, la madre della sposa al braccio del padre dello sposo, seguiti da un’allegra scia di fratelli, zii, cognati e amici in festa.
I TESTIMONI
Sono figure fondamentali nell’ambito delle nozze. A loro spetta infatti il compito di garantire la legalità del matrimonio. Generalmente sono due per parte -anche se per legge ne basterebbe uno- e vengono scelti tra i parenti più stretti e gli amici più cari. Ma proprio per questo motivo bisogna usar loro dei riguardi: data la loro importanza, in genere ai testimoni spetta -oltre all’onore di sancire l’ufficialità del matrimonio- anche l’onere di offrire un regalo particolarmente sostanzioso. È quindi buona norma accertarsi prima che questo ruolo sia effettivamente gradito.
E DOPO LA CERIMONIA?
Cena o cocktail? Pranzo o ballo? Il “dopo cerimonia” si presta a numerose varianti, legate alle preferenze degli sposi, all’ora in cui si celebrano le nozze e… al portafoglio. Chi desidera, sposarsi di mattina può optare per il tradizionale pranzo, o per un più semplice rinfresco, se preferisce una soluzione più economica. Per un matrimonio al pomeriggio le alternative sono diverse: per i più rigorosi una cena formale, per i più mondani un cocktail o un buffet, magari seguito da un ballo. Infine, per i più anticonformisti, una merenda, magari in campagna.
LA DIVISIONE DELLE SPESE
Passate le emozioni legate al grande passo, alla gioia delle famiglie nell’apprendere la notizia e all’eccitazione generale, va assolutamente affrontato senza imbarazzo l’argomento delle spese. Oggi le cose sono un po’ cambiate: spesso gli sposi sono finanziariamente autonomi e possono contribuire o addirittura provvedere interamente alle spese di nozze. Per chi invece preferisce attenersi alla tradizione, la famiglia della sposa si fa carico del corredo per la casa, delle partecipazioni, delle bomboniere, dei fiori per l’addobbo in chiesa e al ricevimento, del rinfresco o del pranzo di nozze e dell’eventuale abbigliamento delle damigelle. Alla famiglia dello sposo spettano, oltre all’anello di fidanzamento e le fedi, tutte le spese che riguardano la casa (affitto o acquisto), l’arredamento e il viaggio di nozze.
I DOCUMENTI
Dato che il matrimonio, oltre a essere un coronamento del sogno d’amore, è soprattutto un atto legale, prima delle nozze vanno preparati alcuni documenti:
copia integrale dell’atto di nascita o estratto per riassunto dell’atto di nascita
certificato contestuale (stato civile, cittadinanza, residenza)
foglio di congedo militare (se lo sposo non ha compiuto i 25 anni).
Inoltre va fatto anche il cosiddetto “consenso matrimoniale” presso il comune di residenza, alla presenza di due testimoni e, se la cerimonia viene fatta in, chiesa, non vanno dimenticati il certificato di battesimo, quello di cresima, e quello di libero stato religioso.
QUALCHE CURIOSITA’
Per le piccole superstizioni tradizionali non c’è una guida. Forse molte vorranno, indossare quel giorno qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di blu. “Nuovo” è l’abito e “blu” potrebbe essere una giarrettiera o un nastro azzurro. Quanto al vecchio… lo lasciamo inventare a voi!

IL GALATEO A TAVOLA
La sedia né troppo lontana né troppo vicina: i gomiti devono essere sempre accostati al corpo e le mani, nei momenti in cui non sono “occupate” con le posate, non vanno mai abbandonate in grembo.
Le buone maniere vi suggeriscono di non riempire mai il bicchiere fino all’orlo, ne di versare altro vino se non avete prima consumato quello già versato.
Si beve a piccoli sorsi.

Le signore badano a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi, e sopratutto non arricciano il mignolo.
Posato il bicchiere ci si asciuga leggermente la bocca, anche in questo caso le signore fanno in modo di non stampare le labbra sul tovagliolo.
Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere, ne lo si copre con la mano per rifiutare, basterà un lieve cenno.
Non va la bocca verso la posata, ma la posata verso la bocca.
Non si soffia sui cibi per farli raffreddare.

Il cibo non va mai toccato con le dita, mai e in nessun caso; fanno eccezione la frutta e il pane.
Evitare di servirvi dai piatti di portata con le vostre posate, in quanto di solito ne esistono di apposite sugli stessi.
Non portate mai alla bocca il cibo con il coltello, quest’ultimo serve solo per tagliare le pietanze.
Per raccogliere le ultime cucchiaiate di minestra non alzate mai il piatto verso di voi, tutt’al più inclinatela verso il centro della tavola.

Non si utilizza il tovagliolo per pulire posate e bicchieri, né si esaminano in controluce.
Il tovagliolo non deve mai essere introdotto nel gilet, e ancor meno legato intorno al collo: lo si piega parzialmente, ottenendo una striscia lunga che viene distesa sulle ginocchia.
Non lo si ripiega mai a fine pranzo, ma lo si posa alla sinistra del piatto al momento di alzarsi.
L’uso degli stuzzicadenti è proibito alle signore, e decisamente sconsigliabile agli uomini. Se non sono in tavola non si devono mai chiedere.

Quando si leva un brindisi in onore di qualche invitato non è segno di buona educazione astenersi: se siete astemi sfiorate appena il bicchiere con le labbra, ma partecipate ugualmente al brindisi per non offendere il festeggiato.
Per pane e grissini l’uso del coltello non è consentito: servitevi delle sole mani.
Se il pane vi viene servito su un piattino che troverete in alto alla vostra sinistra, abbiate cura di riporvelo nuovamente dopo averlo spezzato. Ricordate di rompere solo il pezzetto che mangerete in un unico boccone: il pane non va mai rosicchiato o morso a più riprese.

La padrona di casa non dovrà mai insistere perché un ospite si serva una seconda volta, né sono indicati commenti sulle pietanze, sulle capacità culinarie della cuoca, e così via.
Quando sospendete il mangiare o il bere per scambiare qualche parola con il vostro vicino, lasciate forchetta Punte all’ingiù) e coltello sul piatto con i manici divaricati e le punte che si toccano, non appoggiatele alla tovaglia e neanche sul bordo del piatto.
Se invece avete concluso di mangiare le posate saranno collocate unite sul piatto con i manici verso destra.
PARTECIPAZIONI QUANDO?
E’ opportuno pensare alle partecipazioni con almeno due/tre mesi di anticipo rispetto alla data fissata per il matrimonio, sicuramente dopo aver confermato in modo definitivo il giorno e l’ora della cerimonia nonché il luogo del ricevimento.
Le partecipazioni andranno poi spedite in modo che arrivino a destinazione 30 giorni in anticipo rispetto alla data del matrimonio.
E’ bene tenere presente che nel caso il matrimonio si celebri in una data prossima a periodi di ferie, sarebbe bene spedire le partecipazioni in modo che giungano al destinatario con 7-9 settimane di anticipo.
Nel caso si voglia annunciare il proprio matrimonio solo quando questo sia già avvenuto, le partecipazioni andranno spedite il giorno stesso del matrimonio.
CHI DEVE PENSARCI?
Il galateo ci insegna che per tradizione sono i genitori della sposa a doversi occupare delle partecipazioni e di tutta la parte stampata del corredo. Questa però non è una da considerarsi una regola ferrea: spesso, infatti, gli stessi sposi decidono da soli come annunciare quello che, in fondo, è sempre il loro matrimonio!
LO STILE E LA CARTA
Secondo la tradizione (che coincide con i nostri gusti) le partecipazioni devono avere uno stile classico: il supporto in cartoncino pesante bianco o avorio, liscio, vergato o leggermente lavorato, eventualmente impreziosito nel taglio, la stampa deve essere in “corsivo inglese” (o comunque in un carattere molto classico) il colore dell’inchiostro grigio, seppia o blu. Secondo il galateo la parola d’ordire è formalità nella semplicità, infatti, il matrimonio è l’evento più formale della vita di coppia.
Per chi desiderasse un oggetto meno rigoroso, sono ammessi i cartoncini in colori pallidi, lavorati con sbalzi o con rilievi a secco. Un modo molto elegante di personalizzare le proprie partecipazioni è di stampare, sempre a secco, le iniziali dei nomi degli sposi.
Noi, per scelta, non produciamo partecipazioni appesantite da eccessivi disegni più o meno romantici e spiritosi: il giorno del matrimonio è quello più importante della vita, da vivere con la giusta solennità.
LE PARTECIPAZIONI
Le più antiche tradizioni volevano che fossero i genitori degli sposi, attraverso un cartoncino stampato a libro, ad annunciare il matrimonio dei propri figli. Oggi da queste regole ci si può tranquillamente staccare: si può utilizzare la forma classica oppure possono essere gli sposi stessi ad annunciare il proprio matrimonio stampando la partecipazione su di un cartoncino a libro (per rispettare almeno in parte le tradizioni), oppure su di un cartoncino semplice o ad album, eventualmente lavorato ma sempre con moderazione.
Un’altra possibilità è quella di stampare le partecipazioni su di un foglio di formato UNI A4.
I GENITORI ANNUNCIANO IL MATRIMONIO
Le cose da scrivere sulla partecipazione di matrimonio sono molto sintetiche e semplici: l’annuncio da parte dei genitori, i nomi degli sposi, il luogo la data e l’ora della cerimonia, gli indirizzi.
Assolutamente da non utilizzare i titoli accademici, mentre si possono utilizzare quelli nobiliari. Se lo sposo (o la sposa) è orfano di un genitore, l’annuncio sarà fatto da un solo genitore. Se la madre di uno degli sposi è vedova risposata, parteciperà con il cognome del secondo marito preceduto da quello da nubile. Il figlio o la figlia manterrà ovviamente il propio cognome.
Nel caso i genitori siano separati ma in buoni rapporti, potranno partecipare insieme (la moglie con il cognome da ragazza), nel caso non siano buoni i rapporti, l’annuncio lo dovrà fare il genitore cui è o è stato legalmente affidato il figlio.
E’ da considerarsi di cattivo gusto far annunciare ai genitori il matrimonio di figli di età molto superiore ai trent’anni!
Se la cerimonia fosse celebrata da un Vescovo è necessario scriverlo nel testo della partecipazione: dopo la data, l’ora e il luogo della cerimonia verrà scritta la frase “La Benedizione nuziale sarà impartita da S.E. Monsignor nome e cognome, Vescovo di ….”
I GENITORI ANNUNCIANO IL MATRIMONIO ALL’AMERICANA
In questa nuova forma, importata dall’America, le principali regole sono in pratica come quelle che utilizziamo in Italia quando gli sposi decidono di far annunciare il matrimonio dai propri genitori, la sola differenza è che le coppie di genitori annunciano entrambe il matrimonio della sposa con lo sposo: il nome della sposa deve sempre comparire prima di quello del futuro marito.
GLI SPOSI ANNUNCIANO IL MATRIMONIO
Se gli sposi decidono di annunciare da soli il proprio matrimonio l’annuncio deve essere semplice e chiaro, non si usano i titoli accademici, gli indirizzi per tradizione sono tre: i due indirizzi della coppia prima del matrimonio e l’indirizzo futuro della coppia sposata.

Solo per importanti motivi personali è permesso omettere gli uni o l’altro. La disposizione del testo è meno rigorosa e, entro certi limiti, sono consentite diverse varianti.
Se si decide di mandare le partecipazioni a matrimonio avvenuto l’unico indirizzo da riportare sarà quello comune della coppia.
Per le nozze tra un italiano ed uno straniero è opportuno prevedere già in partenza partecipazioni in lingua italiana e nella lingua madre dello straniero. In questo caso è di cattivo gusto stampare sullo stesso oggetto le diciture nelle due lingue.
E’ corretto pensare a due corredi distinti; uno per gli invitati di lingua italiana ed uno per quelli di lingua diversa.
Nel caso la cerimonia fosse celebrata da un Vescovo è necessario scriverlo nel testo della partecipazione: dopo la data, l’ora e il luogo della cerimonia sarà scritta la frase: “La Benedizione nuziale sarà impartita da S.E. Monsignor nome e cognome, Vescovo di ….”
INVITO
L’invito di matrimonio è per tradizione stampato su di un cartoncino da inserire nella stessa busta utilizzata per spedire la partecipazione.
Per questo motivo dovrà rispettarne lo stile.
Si userà dunque lo stesso tipo di carta, lo stesso carattere e lo stesso colore per la stampa.
La scelta del cartoncino separato è nata dall’esigenza di invitare al pranzo (cena) o rinfresco solo una parte delle persone alle quali viene mandata la partecipazione.

Nel caso si desideri invitare indistintamente tutte le persone che riceveranno la partecipazione, si potrà scegliere se inviare comunque il cartoncino di invito oppure optare per una soluzione meno tradizionalista ma ugualmente corretta: comprendere il testo dell’invito in quello della partecipazione.

Per tradizione, dal fatto che erano i genitori della sposa ad occuparsi di questi preparativi, erano loro stessi ad invitare gli ospiti; nella formula più comune gli sposi stessi si occupano anche degli inviti.
Spesso al piede dell’invito si mette una frase come: “Si prega di gradita conferma” oppure “R.S.V.P.”.
Molti consigliano vivamente di ricordare all’invitato di rispondere, (a volte si scrive anche la data entro la quale la risposta deve giungere, soprattutto quando la data del matrimonio è molto vicina, oppure un numero di telefono), altri consigliano di omettere questa frase che potrebbe sembrare segno di scortesia nei confronti di un invitato che, se ben educato risponde, sempre.
BOMBONIERE
Il galateo non permette la consegna delle bomboniere prima del matrimonio: sembrerebbe voler sollecitare un dono. Anzi, secondo il bon-ton le bomboniere andrebbero date o inviate entro i successivi 20 giorni al matrimonio.
Consegna la bomboniera più semplice a conoscenti e colleghi circa due mesi prima del matrimonio.

Oggi, però, più comodamente, si offrono in diversi modi:
Gli sposi le consegnano personalmente durante i saluti alla fine del ricevimento. Donerai una bomboniera per nucleo familiare o per coppia di fidanzati.
Possono essere consegnate dalla madre dello sposo man mano che gli ospiti se ne vanno.
Dopo le nozze le madri distribuiscono le bomboniere agli invitati.
Oggi non si usa più offrire le bomboniere insieme all’invito. Sembrerebbe che tu voglia sollecitare un dono.

Di fatto, per comodità, molti preferiscono distribuire le bomboniere durante il pranzo di nozze. In questo caso è bene farle tutte uguali per gli invitati, in modo da evitare inconvenienti al momento della consegna o sgradevoli confronti da parte di chi le riceve.

Si possono fare delle eccezioni per i parenti più prossimi o per le figure che ci accompagnano particolarmente nell’evento (testimoni di nozze, scegliendo degli oggetti differenti da tutti gli altri. Bisogna consegnarne una per ogni nucleo familiare e una a testa per le coppie di fidanzati. Consegnandole invece prima (anche se contro il galateo) o dopo l’evento verrebbero almeno in parte evitati questi problemi.

A quelli che non sono intervenuti alla cerimonia, le bomboniere andrebbero spedite entro una decina di giorni, o consegnate al ritorno dal viaggio di nozze. Nelle confezioni, insieme ai confetti, si mette il bigliettino con i nomi degli sposi (prima quello della sposa, mai i cognomi) e la data del matrimonio.
BIGLIETTI PER LE BOMBONIERE
Meglio se della stessa carta e con lo stesso tipo di stampa degli altri oggetti del corredo, questi ultimi, volendo, potrebbero avere uno stile differente poiché consegnati a parte.
Addirittura, secondo la tradizione dovrebbero essere consegnati circa venti giorni dopo il matrimonio. Per comodità tutti adempiono questa operazione alla fine del ricevimento il giorno stesso delle nozze.
Questi bigliettini vengono stampati secondo i gusti degli sposi: possono essere semplici; solo con i nomi oppure con la data della cerimonia.
Il galateo non vuole le bomboniere con la scritta “ringraziano”: il bon ton consiglia di spedire il classico biglietto di ringraziamento a parte.
Nel caso la coppia decida comunque di inserire la scritta “ringraziano” sulle bomboniere, queste andranno distribuite categoricamente alla fine del ricevimento
BIGLIETTI DI RINGRANZIAMENTO
E’ ottima abitudine, al ritorno dal viaggio di nozze, spedire un biglietto di ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato o hanno inviato regali. Questo è l’ultimo atto per quanto riguarda gli oggetti stampati del corredo di matrimonio. Perciò questo biglietto è da curare in modo particolare: viene considerato una sorta di firma che se ben fatta chiude in bellezza la parte pubblica del matrimonio.

I ringraziamenti, rigorosamente di formato postale, sono da considerarsi i biglietti da visita della famiglia, per questo motivo dovrebbero essere stampati solo con i nomi dei coniugi (Carlo e Lina Rossi) senza titoli (Dott. Ing.) con o senza indirizzo e numero di telefono, sicuramente con molto spazio per scrivere una frase.
Questa breve frase, rigorosamente scritta a mano, conterrà un chiaro riferimento alla partecipazione dell’ospite alla cerimonia o un riferimento esplicito al regalo fatto alla coppia.
Per tradizione questo duro compito è delle spose anche perché solitamente hanno una calligrafia più gentile rispetto a quella degli uomini.
E’ estremamente importante prima di scrivere questi oggetti, stilare una lista accurata delle persone cui andranno spediti: è assolutamente vietato spedire un biglietto di gruppo (per esempio a più amici o colleghi che hanno partecipato allo stesso regalo).
Queste persone andranno ringraziate singolarmente con un biglietto recapitato a casa, per questo motivo consigliamo una particolare attenzione per evitare spiacevoli dimenticanze.
Ci permettiamo di consigliare ai futuri sposi di iniziare ad intestare le buste ed a scrivere le frasi sui biglietti di ringraziamento man mano che arrivano i regali. Così facendo saranno sicuri di ricordare tutti, ed il compito al ritorno dal viaggio di nozze sarà meno oneroso.
Anche dopo il matrimonio i cartoncini di ringraziamento, in quanto biglietti da visita familiari, sono spesso usati per spedire auguri o per accompagnare regali.
Ricordatevi sempre di cancellare con un tratto di penna il cognome nel caso il biglietto di ringraziamento vada a parenti o amici stretti.

L’INGRESSO IN CHIESA

L’arrivo degli invitati (per i quali non sono ammessi ritardi) e la loro disposizione in Chiesa, viene guidata spesso da un parente degli sposi. L’ingresso può variare per scelta personale, ma, quello tradizionale, si sviluppa nel modo che segue. Lo sposo entra qualche minuto prima dell’inizio della cerimonia, accompagnato dalla madre alla quale porge il braccio destro.
La sposa giunge in Chiesa con un leggero ritardo che, per tradizione, non dovrebbe superare i dieci minuti, giustificato comunque dal fatto che, per il suo arrivo, tutto e tutti devono essere già predisposti all’interno della Chiesa. Il padre, giunto nella stessa macchina della sposa, la aiuta a scendere rendendole omaggio con il primo baciamano, gesto che le spetterà di diritto una volta diventata donna sposata.
Eventuali damigelle e paggetti attendono sul sagrato l’arrivo della sposa.
L’ingresso in Chiesa avviene sotto forma di un piccolo corteo composto dai paggetti seguiti dalla sposa e dal padre che le porge il braccio sinistro, infine troviamo le damigelle che si occupano del velo. Giunti all’altare, il padre affida la figlia al futuro genero, stringendogli la mano e sedendosi al primo banco sulla sinistra.
Seguono i testimoni di ambedue gli sposi e la madre della sposa accompagnata da un parente maschio.
La disposizione dei parenti ed amici in chiesa è la seguente:i testimoni devono essere disposti vicino agli sposi, solitamente vengono preparati i banchi o le poltroncine direttamente da chi addobba la chiesa; a sinistra della navata della chiesa, nelle prime file, andranno i parenti dello sposo ed ovviamente a destra quelli della sposa, poi così predisposti prenderanno posto parenti ed amici e conoscenti di ambedue gli sposi

L’USCITA DALLA CHIESA

Ha luogo in modo ordinato e soprattutto discreto, si può formare di nuovo un corteo dietro gli sposi, oppure, più comodamente, parenti ed amici possono uscire alla spicciolata, mentre gli sposi e i testimoni convengono al momento delle firme sul registro.
Prima di salutare gli sposi, il parroco consegna loro un libretto con data e luogo del matrimonio e tante pagine bianche da riempire con i nomi dei figli che verranno, ricordando alla nuova famiglia che lo scopo dell’unione religiosa è quello della procreazione.
Poi lo sposo offrirà il braccio destro alla neo-moglie e, insieme, si avvieranno all’uscita.
Sul sagrato della Chiesa parenti ed amici provvederanno al consueto lancio del riso.
Ha luogo in modo ordinato e soprattutto discreto, si può formare di nuovo un corteo dietro gli sposi, oppure, più comodamente, parenti ed amici possono uscire alla spicciolata, mentre gli sposi e i testimoni convengono al momento delle firme sul registro.
Prima di salutare gli sposi, il parroco consegna loro un libretto con data e luogo del matrimonio e tante pagine bianche da riempire con i nomi dei figli che verranno, ricordando alla nuova famiglia che lo scopo dell’unione religiosa è quello della procreazione.
Poi lo sposo offrirà il braccio destro alla neo-moglie e, insieme, si avvieranno all’uscita.
Sul sagrato della Chiesa parenti ed amici provvederanno al consueto lancio del riso.
PAGGETTI
E’ necessario , trattandosi di bambini provvedere con una perfetta organizzazione il loro armonioso inserimento all’interno della cerimonia, per evitare imbarazzanti situazioni. Il loro numero può variare: da due a più purché siano di numero pari. Possono essere figli di fratelli o sorelle o amici intimi degli sposi e in età compresa tra i quattro e gli otto anni. Nei matrimoni più formali uno dei paggetti viene scelto come ring-bearer ovvero gli viene affidato il cuscino su cui sono appoggiati gli anelli. Egli entrerà in Chiesa precedendo gli sposi, da solo o con una damigella. La scelta degli abiti di damigelle e paggetti deve seguire oltre che considerazioni di carattere estetico e di ‘intonazione’ con l’abito della sposa e il tono della cerimonia, anche considerazioni più pratiche: i bambini devono sentirsi a loro agio. Sì dunque ad abitini morbidi ma non ingombranti nei movimenti, a rischio, soprattutto per le damigelle, di farle incespicare. Sì a scarpe comode: a bebè e con cinturino sono certamente le più indicate per le bambine, in vitello o vernice a seconda dell’abito. Per i maschi scarpe inglesi stringate color cognac o nere.
INVITATI
E’ previsto il loro arrivo in chiesa in anticipo rispetto a quello della sposa e saranno ricevuti sul sagrato dai parenti più stretti degli sposi.
Per quanto riguarda la disposizione in chiesa a destra della navata si accomoderanno la famiglia, i parenti e gli amici di lui, mentre a sinistra il seguito di lei. Al termine della cerimonia attenderanno gli sposi sul sagrato per il lancio augurale del riso.

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